Bonus 100 euro in busta paga a chi continua a lavorare: ma cosa cambia tra i lavoratori in smart working e quelli in ferie forzate?*

Dal sito: Quifinanza.it

Bonus 100 euro in busta paga: perché verrà riconosciuto ai lavoratori in ferie ma non a chi è in smart working? Che differenza c’è tra chi sta ricorrendo al lavoro agile da casa e chi a casa è rimasto perché in ferie forzate? La risposta è da ricercarsi nei motivi stessi che hanno spinto l’Esecutivo ad approvare tale aumento dei cedolini del mese di marzo che, come abbiamo spiegato qui per il bonus 600 euro, è da considerarsi esentasse.

Bonus 100 euro in busta paga, perché non spetta ai lavoratori in smart working

Il bonus 100 euro in busta paga è stato emanato dal Governo tramite il Decreto Cura Italia. Fa parte di quegli aiuti pensati appositamente per andare incontro ai professionisti durante l’emergenza sanitaria ma, al contrario di molti provvedimenti, questo non sarà riconosciuto a chi al momento non è impiegato in alcuna attività ma – al contrario – riguarda quelli che stanno continuando a lavorare.

Tale bonus, infatti, è stato pensato per gli impiegati nel settore pubblico e privato che, a differenza di molti, non possono ricorrere allo smart working, perché magari il settore dove operano non glielo consente. Per questo motivo, proprio per le necessità per cui nasce, l’aumento in busta paga non interesserà chi sta continuando a lavorare da casa, mentre si vedranno accreditare il bonus tutti coloro i quali continuano a recarsi in azienda, anche se stanno ricorrendo alle ferie forzate.

Bonus 100 euro in busta paga, precisazioni per chi sta usufruendo dei giorni di ferie forzate

Lo aveva annunciato il Premier Conte fin dal suo primo discorso alla nazione: le aziende, quando possibile, avrebbero dovuto ricorrere alle ferie forzate prima di chiedere la Cig per i propri lavoratori. Si tratta di un ragionamento fatto per preservare al meglio le casse dello Stato, già fortemente provate dall’emergenza Coronavirus.

Vi sono delle aziende che tuttavia, come anticipato sopra, non hanno potuto arrestare la propria attività (poiché rientranti tra le attività essenziali indicate dai decreti). Queste, per continuare a garantire i propri servizi, hanno ovviamente bisogno di forza lavoro: uomini e donne che stanno continuando a fare il proprio dovere anche mettendo a rischio la propria salute. Pertanto, ai professionisti impegnati in prima linea, il Governo riconoscerà il bonus di 100 euro in busta paga.

Si tratta di una sorta di premio che, però, non verrà erogato indiscriminatamente. Bisogna specificare, infatti, che l’aumento del cedolino corrisponderà ai giorni lavorativi effettivi. Come specificato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate, la n. 8 del 3 aprile 2020, sarà rilevante per il calcolo “il rapporto tra le ore effettive lavorate nel mese e le ore lavorabili come previsto contrattualmente”. Il bonus verrà quindi corrisposto a chi richiede o viene messo in ferie, ma per i giorni che ha concretamente passato a lavorare.

Come in fine indicato nella risoluzione n. 18/E dell’Agenzia delle Entrate, in alternativa al criterio indicato al predetto punto 4.1. della Circolare n. 8/E del 2020 (che tiene conto appunto del rapporto tra ore ordinarie lavorate e ore ordinarie lavorabili), “può essere utilizzato anche il rapporto tra i giorni di presenza in sede effettivamente lavorati nel mese di marzo e quelli lavorabili come previsto dal contratto collettivo”, indipendentemente dal numero di ore passate a lavoro.


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